
Biography
Fortunato D’Amico
L’ALCHIMIA DEL FARE E INQUIETUDINE DELLA FORMA
Franco Perrotti non si lascia facilmente definire. La sua opera è un’ibridazione di almeno tre discipline: design, arte, artigianato. È un’alchimia del fare che trascende le semplici classificazioni e si coniuga con la poesia visiva, matrice di tutte le intuizioni che rendono ogni gesto creativo un atto unico e irripetibile, dove l’immaginazione si fonde con la materia e dà vita a nuove forme espressive capaci di sorprendere e coinvolgere lo spettatore. Questa mescolanza non è casuale, ma ne costituisce il nucleo stesso della poetica.La sua produzione artistica, fatta di sedie in poliuretano, madie in stucco e armadi con fratture dorate, si configura come una riflessione sulla natura stessa del design e del suo rapporto con l’arte e l’artigianato. Gli oggetti di Perrotti sono testi, errori voluti, protesi dell’inconscio domestico e ambientale, risultato di un processo creativo complesso e stratificato, ricco di significati impliciti. Il loro apparire mostra al mondo le ferite di una retorica della forma originata da peccati capitali da rivalutare, poiché in esse si riflette la complessità dell’umano e il desiderio di riscatto, trasformando la colpa in consapevolezza e la trasgressione in terreno fertile per un rinnovato dialogo tra etica ed estetica. Tutto è progettato per inquietare il comfort, per restituire voce al corpo, al desiderio, all’ironia, all’anima.
La scelta dei materiali, spesso inusuali e non convenzionali, contribuisce a creare un effetto di estraniamento, di inquietudine. La bellezza delle sue creazioni non è quella rassicurante e seducente del design mainstream, ma è scabrosa, viscerale, che richiede una partecipazione attiva da parte dell’osservatore; è un’opera da scoprire e da attraversare con lentezza e curiosità. Dopo avere militato affianco ad alcuni tra i più prestigiosi marchi del design, Tecno, Poltrona Frau, Moroso, Faram, Airon, Franco Perrotti fonda, nelle vicinanza di Chieti, città dove lui è nato, quindi lontano da Milano, Parigi, Londra, un suo laboratorio sperimentale: Rude Bravo. Un atto di ribellione, una sfida allo status quo che caratterizza la sua opera insieme a quella di alcuni suoi compagni di viaggio, Mario Mariano e Tanino Liberatore.
Franco Perrotti (Abruzzo, 1953) si forma a Milano, dove avvia il suo
percorso nel design con il marchio Perrotti Dissociati, collaborando
con aziende come Tecno, Poltrona Frau, Moroso, Faram e Airon. La
sua ricerca ibrida arte, design e artigianato, dando vita a oggetti,
installazioni e sculture in cui funzione e racconto, rigore progettuale
e immaginario poetico si intrecciano.
Nel 1997 in Abruzzo avvia con Mario Mariano e Tanino Liberatore il
laboratorio sperimentale Rude Bravo, inteso come officina in cui il
progetto si svincola dalle logiche del mercato per farsi gesto critico
e pratica di immaginazione condivisa. Conclusa l’esperienza
decennale di Rude Bravo Franco ha iniziato a lavorare costantemente
su progetti di installazione artistiche e allestimenti.
Nel 2019 è invitato alla mostra internazionale Photology Air a
Noto e presenta il primo Dissuader, metafora che prende corpo
in un piccione, gigantesco e allegorico divenuto emblema della
complessa relazione tra esseri umani, ma anche tra uomo e
ambiente naturale. Ed è qui che Franco Perrotti ha coniugato la
gestione di criteri di un progetto di design in una opera d’arte.
Nel 2024 approda a Dubai al Alserkal Avenue con la mostra
Dissuader – Arte e design di Franco Perrotti in occasione della
Dubai Design Week e Dubai Art Week. l grandi piccioni diventano
dispositivi simbolici e politici sulle tematiche dei confini e delle
migrazioni.
Nel 2025 a Milano la Fabbrica del Vapore ospita la grande mostra
monografica Franco Perrotti – When I Was A Designer a cura di
Fortunato D’Amico, che ripercorre cinquant’anni di attività, evidenziando
il passaggio dal design all’arte e la progressiva dissoluzione
dei confini disciplinari.