FRANCO
PERROTTI
FROM OBJECT
TO VISION
20 APRILE – 3 MAGGIO 2026
MYOWNGALLERY, SUPERSTUDIO PIÙ
VIA TORTONA 27 MILANO
A cura di Fortunato D’Amico
DESIGN FOR PEACE
Under the patronage of Segretariato Permanente dei Premi Nobel per la Pace
ALA – ASSOARCHITETTI & INGEGNERI
In collaborazione con
NESITE
QUADRUSLIGHT
BRONDELLOERMINIO
Gli oggetti artistici esposti nella mostra From Object to Vision di Franco
Perrotti, curata da Fortunato D’Amico, appartengono a un sistema in cui la
produzione seriale si integra con la pratica artigianale e attiva una nuova
condizione di significato individuale e collettivo. L’oggetto assume una
diversa dimensione di comunicazione, valorizzazione e relazione con l’utente
e articola una continuità tra uso, percezione e responsabilità. È un paesaggio
oggettivo e culturale che rende tangibile l’equilibrata relazione esistente
tra artificio e natura e documenta la trasmutazione possibile del processo
produttivo in una esperienza consapevole con l’emergere di una nuova
condizione dell’espressione estetica.
From Object to Vision traccia uno spostamento progressivo che intercorre
dalla materia alla visione, dalla struttura tecnica alla coscienza ambientale,
dal progetto alla condizione vivente dello spazio.
Pavimenti sopraelevati, sedute, superfici modulari, sistemi e corpi luminosi,
componenti costruttivi raggiungono una dimensione di visione attraverso
l’uso attivato dall’artista. Il congegno fisico supera la funzione operativa e si
configura come elemento di relazione tra corpo, ambiente e comportamento
collettivo. Nel progetto di invenzione e creazione degli artifici, la natura è per
Franco Perrotti un ecosistema di relazioni tra forma, materia e risorse umane,
con effetti sensibili sui comportamenti sociali e sulla tutela delle biodiversità.
In questo contesto di significati e significanti l’opera Dissuader occupa
una posizione centrale nella costruzione critica della mostra. Elevata da
terra e collocata nella Piazza dell’Arte del Superstudio Più, la scultura
metallica raffigurante un piccione attraversato da chiodi e punte, esplicita il
passaggio dal progetto alla dimensione sociale dello spazio pubblico.
Il monumentale Dissuader, sospeso nel vuoto e concepito per impedire
la sosta dei volatili nello spazio urbano, è l’icona che rivela le trame di
interdizione diffuse su scala globale che incidono sulla convivenza umana
e sulle relazioni esercitate attraverso il potere delle cose e la loro presenza.
In un cielo contemporaneo antropizzato dalla dalla proliferazione di satelliti
e droni, l’opera trasforma il progetto in visione e presa di coscienza, e la
natura delle cose in responsabilità condivisa. Accesso, permanenza e
attraversamento appaiono come uno status d’essere regolato da strutture
materiali e simboliche e testimoniano la potenza espressiva che il percorso
della forma attiva nei micro e macro scenari dell’habitat domestico e
territoriale. Forme e materiali visibili e invisibili suggeriscono comportamenti,
movimenti, avvicinamenti e distanze nello spazio collettivo.
L’arte di Franco Perrotti è una bussola che orienta la convivenza e la vita
comune, indicando una pratica consapevole dell’abitare e un’etica dell’uso
dello spazio che riguarda ciascuno di noi.






