1976/2009
Demiurgo indisciplinato e provocatore, Franco Perrotti è, prima di tutto, un disegnatore di inquietudini. Un’anima orgogliosamente dissociata, per citare una delle sue creazioni, la Perrotti Dissociati. La sua pratica si spande tra il design e l’arte seguendo le tracce di una geometria frattale interiore che è caos e rigore assieme, che è ironia e passione, che è dissidenza verso la capitalizzazione del pensiero e del fare. Scoprire la storia di Franco Perrotti significa dunque addentrarsi nelle profondità di uno degli ultimi ribelli del design. Il suo percorso è legato a doppio filo a una Milano sempre più asservita al consumismo, diventando nel corso del tempo il simbolo di un sistema al quale non vuole più sottomettersi.
Nel 1976, dopo la laurea alla Scuola Politecnica di Design, si immette nel mondo del lavoro entrando in una delle aziende simbolo dell’industria dell’arredo del Dopoguerra: la Tecno Spa, fondata da Osvaldo e Fulgenzio Borsani nel 1953. È qui che scopre un design di disegno ma anche di materiali, di corpo, di lavoro manuale e di sudore. Inizia a parlare con chi lavora alla fresa, con il- falegname, con chi cuce a mano. “Avevo sete di imparare come si fa. Credevo di saper pensare, ma ero curioso di saper fare”, dice. Progettare sapendo di saper costruire diventa il punto di svolta che si esprimerà pienamente nel campo artistico. Sono i primi germi di un fare che nasce dal confronto con la materia, da un’intelligenza delle mani che è puro istinto, da una connessione mente-mani-cuore che sarà il tratto distintivo della sua opera.
Dopo gli anni alla Tecno, segue la sua natura libertina e libertaria gettandosi nella libera professione, fonda così il marchio Perrotti Dissociati Design e inizia a collaborare come Art Director alla Faram Spa, dove progetta arredi per l’ufficio. Lo fa a modo suo, ovviamente, disegnando poltrone direzionali dai nomi fantasiosi e sedute pensate per essere usate senza regole, oppure scrivanie a forma di boomerang “per prendere la gente per il fegato”. L’ironia è il filo rosso che collega anche le successive esperienze in Moroso, Poltrona Frau, Airon. “Non si può fare design senza essere ironici. Bisogna usarne soprattutto molta con sé stessi, per ricordarsi di essere vivi.” Franco Perrotti attraversa la storia del design italiano per scegliere, infine, di non farne parte. Decide di andare oltre, di ascoltarsi, di rimanere fedele alla propria indole etica e critica, profondamente insofferente ai diktat di una società sempre più dominata dal capitale. Sceglie dunque di essere il suo unico committente. Così, nel 1997, dopo una vita a Milano, torna in Abruzzo per dare forma alla sua creatura più preziosa, Rude Bravo, insieme a Mario Mariano e Tanino Liberatore. Con questa svolta si compie l’avvicinamento inesorabile all’arte, intesa come strumento di liberazione. Rude Bravo è il Caronte che lo traghetta tra le rive di una produzione finalmente affrancata dai bisogni del consumo. La discesa delle mani nella materia si fa più forte, urgente, e gli arredi di Rude Bravo sono espressione del suo essere, disallineati per l’appunto: contenitori quasi orizzontali e madie quasi verticali, sedie dove sprofondare nelle “tette catodiche” di ispirazione felliniana, sedie per tutte le stagioni o per una stagione sola. “C’è tutto ciò che il mercato non chiede, e anche altro”. C’è una fantasia sfrenata che sorride a una vita da cui farsi sorprendere, nel bene e nel male, c’è la leggerezza di chi ha saputo addentrarsi nella profondità dell’essere, c’è la sperimentazione con la materia, grezza e imperfetta, ruvida, liscia, da forgiare, umilmente, celebrando l’errore umano.
Valentina Lonati

Sono venuto qui nel 1976 perché così è accaduto. Dopo 10 anni, quando sono andato via, qualcuno ha scritto che avevo progettato bene ed a lungo dentro un tempio del design.
Non lo sapevo ma è vero. Ho goduto di una libertà di apprendimento difficile da immaginare. Qui ho imparato a connettere il pensiero con la sua possibilità di realizzazione… mettendo insieme testa, mani e cuore, mentre Kugo Toru mi guardava benevolo.
Franco Perrotti
1976 Tecno

1978 P23

1979 P201 D201

1980 SP148 S148

1982 WSp

1983 P44

1981 TARGA

Dopo l’estate 1986 mi ritrovo Designer Indipendente…è nà parola !
Come si qualifica, come si definisce l’indipendenza ?
Chi è qualificato ?
L’abile, il capace, l’esperto ?
Oppure il provetto, il provato, il riconosciuto !
…il bravo…valente…eccellente !
A seguire il vocabolario si può andare
avanti per un bel pezzo.
Franco Perrotti
1986 PERROTTI DISSOCIATI

1992 AUDIENTIA

1992 AUDIENTIA

1999 LE BIG

1991 WAIT AND HOPE

1991 TAVOLO LUIGI

1991 COLLEZIONE 1953

1991 COLLEZIONE 1953

1991 COLLEZIONE 1953

1991 MOBY D

1991 CERASELLA

1995 TEMPI MODERNI

1995 RO-TONDO QUADRATO TONDO

1995 COCINA

1996 AMERICANA

1996 MOCAMBO boè tower

1996 OSTAR

1996 OSTAR

1996 STORK

1996 STORK

1996 VASSOIO

1996 ORE PICCANTI

Rude Bravo è un posto dove si onorano i sogni e le fantasie. Rude Bravo non apprezza le grandi serie. Rude Bravo è un posto dove a volte un solo esemplare basta a raccontare una storia, che rimane sospesa, come un apostrofo, nel tempo e nell’aria.
Marco Squarcini
1996 RUDE BRAVO

Franco Perrotti è l’inventore di Rude Bravo, l’ideologo, il predicatore: un designer (a) tutto tondo, da 45 anni a questo mondo, che deve la sua formazione, non c’è dubbio, al Settentrione: ha progettato a lungo dentro un tempio del design, che era Tecno. Ha fatto scempio di mobili, sedute, oggetti, showroom, stand di fiera e di fanciulle, specie in primavera. Dopo aver imparato a sufficienza prende in mano la propria esistenza e con un manipolo di assatanati crea il marchio “Perrotti Dissociati”; disegna prodotti di stretto consumo per chi cerca di non comperare fumo (la qualità è un sogno ben sognato prima di essere un marketing sofisticato…). Per non restare del Settentrione schiavo, ritorna a Chieti e fonda Rude Bravo.

Tanino Liberatore, nato Gaetano, svolge il ruolo appropriato del marrano, dell’eversivo, del vilain, del ferox, come ci si aspetta da chi disegna Ranxerox. La vita di Tanino, profugo d’Architettura, è piena di parole di paura: Cannibale, il Male, Frigidaire,
el Vìbora, Bordello, e soprattutto l’affaire Ranxerox, notturna ossessione di à peu près una generazione. Nell’allegra comitiva Tanino è l’anima comunicativa: da Parigi, dove si è maturato, ha pesantemente influenzato gli spiriti underground degli anni Ottanta dell’emisfero Nord. Ora trapianta in Rude Bravo tettoniche violenze che prenderanno le più varie apparenze (guancia di mobile, protesi di sedia, frammento di letto per morituri d’inedia).

Mario Mariano, architetto e urbanista, ha fatto l’apprendista della progettazione cercando nei cantieri la summa (o almeno la somma) dei saperi riguardanti ogni questione attinente all’edificazione. Là dove leggi, standard e regolamenti sono altrettanto cogenti quanto i logaritmi; la gravità, il teodolite, Mario compie operazioni infinite diventando un po’ il buttafuori dei piani regolatori. Avendo 32 anni è giovincello, e in Rude Bravo è il pivot (la rima direbbe: pivello, ma anzi: dei tre lanciatori di palle è quello che ha la testa più vicina alle spalle).
La collaborazione con Tanino e Mario si conclude nel febbraio del 2000 e successivamente subentra in Rude Bravo Lorena Mariani.
1996 RUDE BRAVO

1994 HANGING ROCK 1

1994 UÈ MARIN

1996 BIG CRACK

1996 SIGH TRANSIT

1996 GLORIA MUNDI

1996 SILICON HILLS

1996 NO NAME

1996 HANGING ROCK 2

1996 PIAZZA G. B. VICO

1996 TABULA RASA

1997 COCTEAU

1997 THE WALL

1997 ENTABLATURE

1997 CD ROOM

1997 GIUDITTA

1997 ZNORT!

1996 NINO’S LUMIERE

1998 NINO’S LUMIERE

1999 LARGE CRACK

1999 LARGE CRACK RELOADED

1999 SMALL CRACK

1999 TAVOLNINO’S

1999 HANGING ROCK 3

1999 SILICON HILLS 2

2000 TANINO’S FEBRUARY FISH

2000 TANINO’S FEBRUARY FISH

2000 NINO’S TABLE LAMP

2000 NINO’S APPLIQUE

2000 NINO’ LUMIERE FLOOR

2000 BORROMINI APPETIZER

2000 BORROMINI APPETIZER

2001 BED CRACK

2001 BARBIS DE FER

2001 IL LAMPADARIO CHE VIEN DAL MARE E VA ALLA DERIVA NELLO SPAZIO

2001 TRABOCCO DOUBLE

2001 GOLFO PERSICO

2002 NANNA OH

2002 CIVITELLA EDICOLA

2002 JE M’EN FOUS

2003 JE M’EN FOUS

2003 VAS ALT/BAS

2003 TRIBUTE

2003 ALL LUCE WALL

2003 L’IRA DI ALFREDO

2003 L’IRA DI ALFREDO

2006 ALL LUCE Table

2006 CRACK LIGHT

2006 L’HOMME AU TURBANT
ROUGE ET SON COUSIN

2008 MADE IN

2008 ONE FOOT

2008 ONE FOOT
